ALZHEIMER, EPIDEMIA SILENZIOSA DEL TERZO MILLENNIO

Come riconoscere i primi segnali

Per demenza si intende una malattia caratterizzata da perdita delle capacità cognitive, di entità tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative della persona.

Sono presenti anche sintomi non cognitivi (sfera della personalità, affettività, ideazione e percezione, funzioni vegetative, comportamento); di solito la natura della malattia è progressiva e comporta la progressiva perdita dell'identità del malato.

La demenza più frequente e conosciuta è la malattia di Alzheimer che è una forma di demenza degenerativa che porta a morte i neuroni (cellule del cervello) in specifiche aree cerebrali e ciò determina i disturbi di memoria e delle altre funzioni cognitive. 

Le demenze rappresentano la quarta causa di morte negli ultra-sessantacinquenni e sono una delle cause di disabilità più importanti nella popolazione anziana.

In Italia si stima che vi siano circa 900.000 persone affette da demenza nei vari stadi della malattia. In Veneto il numero è di 80.000 persone che salirà nel 2020 a 113.000 a causa dell'invecchiamento della popolazione.

Nel territorio della nostra ULSS 17 le persone affette da demenza sono circa 3500 e si prevedono circa 400 nuovi casi all'anno. Il numero è destinato progressivamente a crescere dato che la fascia di età dai 55 ai 74 anni è molto numerosa e sappiamo che la diffusione aumenta con l'età della popolazione.

I costi socio-sanitari sono elevati e in costante aumento e molto gravoso è il carico assistenziale per le famiglie.

Ad oggi la diagnosi di demenza è ancora “trascurata” e si fa sempre più chiara la necessità di arrivare ad una diagnosi precoce e precisa della demenza che consenta di trattare la malattia in modo efficace per migliorare la qualità di vita del paziente, della famiglia e del caregiver.

Infatti ad oggi non esistono delle terapie specifiche per curare la causa delle demenze degenerative però esistono dei farmaci sintomatici che possono frenare il declino cognitivo e assicurare un periodo di vita autonomo più lungo per le persone che ne sono affette. Questi farmaci però hanno una efficacia nelle fasi lievi e moderate della malattia di Alzheimer mentre sono inefficaci nelle fasi più gravi; da qui la utilità di una diagnosi precoce.

Quando si conosce la malattia in modo preciso non si può guarirla ma si può trattare nel modo più efficace attenuandone l'impatto devastante; si può spiegare inoltre ai familiari quale sarà l'evoluzione e come affrontare le varie fasi.

Come si fa la diagnosi di demenza? 

Ad oggi la diagnosi di demenza di Alzheimer e delle altre demenze è ancora di tipo clinico, in quanto nonostante i progressi tecnologi e genetici, non vi è ancora un esame che possa dare una sicura certezza.

Risulta importante riuscire in ambito familiare a cogliere i primi segnali di sospetto declino cognitivo, parlarne con il medico curante e fare una visita specialistica; oltre agli esami strumentali (esami ematochimici, ECG, TAC o RMN  cerebrale) è fondamentale una completa e specifica raccolta anamnestica, la visita neurologica approfondita. Molto utile, sopratutto nelle fasi iniziali del declino cognitivo, fare una completa valutazione Neuropsicologica perchè con test specifici si possono cogliere delle difficoltà che indirizzano nella diagnosi precoce. 

E quali sono i primi segnali di allarme per demenza di Alzheimer per cui è utile fare una visita specialistica?

- Vi sono segnali di perdita di memoria: non ricorda data, stagione, conversazioni o avvenimenti recenti; ripete la stessa domanda, perde oggetti familiari (ad esempio le chiavi).

- Problemi cognitivo/funzionali: può non riconoscere persone o cose familiari; ha problemi nel pagare le bollette, nel calcolare il resto o nell'effettuare altri compiti complessi (funzioni esecutive). Utilizza le parole in modo scorretto, ha problemi nell'esprimere i pensieri. Ha problemi nella guida (si perde) o nell'utilizzare utensili casalinghi.

- Problemi relativi alla personalità/comportamento: più introverso, passivo o depresso; atteggiamento irritabile, ostinato, paranoide. Ansia o agitazione insolita; rifiuto a risolvere dei problemi. Ciò comporta comportamenti fuori luogo o inadeguati, trascuratezza nei comportamenti consolidati.

I primi segnali di allarme possono essere notati dal paziente stesso o da un familiare e risulta importante non trascurarli.

A cura della Dr.ssa Alessia Sturaro, Neuropsicoterapeuta, esperta in valutazioni cognitive.





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