GIORNATE DI PREVENZIONE DELLA VISTA

Nei mesi di Settembre e Ottobre

La misurazione della vista per individuare/correggere un difetto visivo mediante prescrizione di lenti può essere paragonata alla punta di un iceberg: rappresenta la sua parte conosciuta, ma non certo quella più significativa.

L’occhio ha una struttura complessa e delicata, solo la visita oculistica consente di verificarne lo stato di salute e identificare precocemente fragilità o processi degenerativi che, presi in tempo, sono trattabili con successo. Eppure c’è chi si cura più delle unghie che non dei propri occhi!

Vediamo quindi in cosa consiste una visita oculistica che, nel nuovo paziente, deve iniziare con l’anamnesi.

Qui l’Oculista raccoglie le informazioni sulla storia clinica e familiare del paziente, sia patologie di carattere generale che disturbi specifici. L’anamnesi serve per collocare eventualmente un disturbo visivo nel quadro di una patologia che possa determinare il disturbo stesso, come ad esempio il diabete.

La visita inizia con la misurazione dell'acutezza visiva, per verificare l'eventuale necessità di lenti correttive per raggiungere la migliore prestazione possibile. Esiste un visus per lontano misurato in decimi, valutato mediante una tabella luminosa costituita da lettere/numeri/altri caratteri, disposti su righe decrescenti. La riga più bassa che una persona riesce a leggere da una distanza di 3 metri, corrisponde alla sua acuità visiva (dieci/decimi per la riga più piccola). Il test viene effettuato singolarmente per i due occhi e consente di valutare la presenza di vizi refrattivi quali miopia, ipermetropia e astigmatismo. Esiste anche un visus per vicino, misurato con una tavola di lettura posta a 33 cm di distanza, che consente la valutazione della presbiopia, il difetto di vista causato dall’età.

Si procede poi con l'esame delle strutture oculari anteriori (palpebre, congiuntiva, cornea, iride, cristallino) attraverso la lampada a fessura.

Il passaggio successivo è la tonometria, cioè la misurazione della pressione interna dell'occhio, un esame rapido e indolore. Al paziente viene somministrato un collirio anestetico che consente di appoggiare leggermente sulla cornea un piccolo cono di materiale plastico e di rilevare il valore pressorio.

Si affronta quindi l'esame del fondo oculare (o fundus oculi), ovvero delle parti dell'occhio situate posteriormente al cristallino (corpo vitreo e retina, nelle sue componenti centrali e periferiche, nervo ottico, albero vascolare retinico).

Per esplorare queste strutture è spesso necessario dilatare la pupilla instillando alcune gocce di collirio apposito che agisce dopo 10-15 minuti. Durante l'esame il paziente è seduto ancora di fronte alla lampada a fessura e viene invitato a spostare lo sguardo nelle varie posizioni, in modo da rendere possibile l'ispezione di tutti i settori retinici con l'interposizione di una lente ad alto ingrandimento, senza alcun contatto con l'occhio.

Al termine della visita l’oculista emette una diagnosi e determina la terapia più opportuna che potrà essere rappresentata da una prescrizione di lenti, di farmaci (colliri) o dalla proposta di una soluzione chirurgica.





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