PROMOZIONE ECOGRAFIE - ECODOPPLER

Mese di Luglio 2020

Poiché si tratta di un esame non invasivo, innocuo in quanto utilizza gli ultrasuoni e quindi è ripetibile ogni volta sia opportuno, l'indagine ecografica, rappresenta il test ideale in medicina preventiva. Infatti permette al Radiologo specializzato in indagini ecografiche di visualizzare le anomalie di quasi tutti gli organi interni, in tempi contenuti (20/30 minuti) e senza disagio.

L’esame si effettua sul lettino ambulatoriale distesi o seduti a seconda del distretto da esaminare: la cute viene spalmata di un gel trasparente che facilita la trasmissione degli impulsi attraverso la sonda che viene mossa con una leggera pressione. In questo modo il medico visualizza sul monitor gli organi interni e ne rileva forma e dimensioni, fermando alcune immagini particolarmente significative che poi vengono stampate e allegate al referto scritto.

In Domus Medica operano diversi Radiologi esperti in indagini ecografiche che utilizzano apparecchiature di ultima generazione, consentendo di fissare l’appuntamento entro breve tempo.

L'ecografia Doppler, o ecoDoppler, è una tecnica non invasiva, non dannosa e quindi facilmente ripetibile, utilizzata in medicina per lo studio dell’anatomia e della funzionalità dei vasi sanguigni, arteriosi e venosi, e del cuore.

Oltre all’ecoDoppler del cuore, quello più utilizzato e più usuale è riferito ai vasi delle gambe e a quelli che lungo il collo vanno al cervello (tronchi sovraortici o TSA). Il quesito più frequente è relativo all’insufficienza delle vene degli arti inferiori (ad esempio, le “vene varicose” che rappresentano l’espressione più frequente di insufficiente ritorno di sangue venoso al cuore) o al grado di ostruzione delle arterie (ad esempio, per presenza di placche aterosclerotiche che, nei casi più gravi, possono causare ictus cerebrale di tipo ischemico o addirittura la morte improvvisa).

Attraverso particolari sonde e apparecchiature ecografiche dedicate allo studio dell’apparato cardiovascolare, il medico, senza ricorrere ad alcun mezzo di contrasto, è in grado di visualizzare il sangue che scorre nei vasi del paziente e valutare il “lume interno” delle arterie e delle vene, ovvero di stabilire se il vaso è pervio oppure ostruito da una stenosi (un punto in cui l’arteria restringendosi lascia passare meno sangue).

La diagnosi di un eventuale stenosi dei tronchi sovraortici è assai rilevante in quanto essa diminuisce la portata di sangue al cervello, che può essere ridotta di oltre il 70% in situazioni asintomatiche e quindi con grave pericolo per la vita del paziente.

Tranne rari casi di patologie congenite, l’esame è indicato dopo i 40 anni in pazienti con fattori di rischio (tra cui molto rilevante è il fumo, ma anche diabete, ipertensione, ipercolesterolemia), mentre è consigliabile dopo i 55 anni come screening in assenza di fattori di rischio: in base al risultato lo specialista prescriverà la ripetizione dell’esame dopo 6 mesi, 1 anno o più.

A livello degli arti, con lo studio del sistema venoso centrale (vena cava) e periferico (vena safena) si può individuare la presenza di trombosi o varicosità che possono causare flebiti, al fine di intervenire rapidamente sia con terapia medica sia chirurgica.





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